IMG_20160525_141557Loano
e Mandela sono gli ultimi due Comuni entrati nell’orbita di Digitale in Comune. La loro sottoscrizione del progetto è avvenuta al Forum PA, dove il 25 maggio, in un meeting ad invito, la deputata Mara Mucci e l’avvocato Andrea Lisi hanno illustrato prerogative dell’iniziativa e gli impegni chiesti alle amministrazioni:

1) Almeno un’assunzione di un professionista della digitalizzazione
2) Attivare almeno 10 servizi reali on line attraverso SPID
3) Garantire un archivio digitale a norma a tutela del cittadino digitale
4) Impegnarsi a favorire audit auto valutativi dello stato di digitalizzazione del proprio Comune messi a disposizione gratuitamente dal progetto Digitale in Comune

Prerogative del progetto: la principale è il coinvolgimento. La struttura operativa di Digitale in Comune deve essere partecipativa. Cittadini, associazioni e pubbliche amministrazioni sono gli ingredienti che nello scambio delle competenze, conoscenze e necessità, formano la soluzione digitale allo sviluppo della PA. Ora l’ente pubblico è un monolite, un corpo unico con rari scambi bidirezionali con l’utenza. L’evoluzione che l’informatica deve portare è quella di coinvolgere nei processi della PA anche la sua utenza, portando al superamento della barriera che divide amministratori e cittadini.

Al meeting del Forum PA, su tutte sono state evidenziate queste esigenze: collaborazione e formazione. Più sono gli interpreti, maggiore sarà il risultato. Al fianco di questo, la necessaria presenza di personale opportunamente formato all’interno delle amministrazioni pubbliche.

Oltre alla deputata Mucci e all’avvocato Lisi, sono intervenuti durante il meeting l’ingegner , coordinatore nazionale ANCI del gruppo Agenda digitale, Maria Cristina Corradini di Anci Innovazione, il presidente di ANORC Giovanni Manca, Gianni Penzo Doria di Procedamus e la presidente di Stati generali dell’Innovazione Flavia Marzano